Fratel Clemente Moriggi

Una vita per gli altri

Ogni momento della mia giornata è dedicato alle persone più bisognose e fragili. 

Volontario
al servizio dei più deboli.

Ci rendiamo conto che quello che facciamo sia solo
una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia
sarebbe più piccolo.”

Clemente Moriggi

Avevo solo 17 anni quando sono entrato nell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco e fin dall’inizio il Signore mi ha concesso di lavorare sempre lontano da ogni forma di ozio. Così, quando molti anni fa ho ricevuto il grande dono di poter stare tra i poveri del mio tempo ho potuto amarli aiutandoli concretamente perché “Non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3,18). Poi, alla fine del secolo scorso, l’incontro con i poveri e con i fragili è diventato uno stile di vita quotidiano con la nascita della Fondazione Fratelli di San Francesco di Assisi che risponde alle emergenze di ogni fragilità 365 giorni l’anno. Senza pause e senza riserve. In Fondazione operiamo per liberare dalla disperazione i nostri Fratelli più bisognosi, e quindi più cari, elevandoli dalla loro condizione di bisogno, per aiutarli a costruire un futuro umano e dignitoso, nella certezza di non essere più soli. In questo bilancio sociale sono raccolte le attività del 2017 della Fondazione Fratelli di San Francesco d’Assisi, impegnata costantemente in prima linea contro ogni forma di disagio sociale e di emarginazione per aiutare chi è fragile a ritrovare l’amore per la vita: dalla mensa dei poveri ai pacchi alimentari per le famiglie indigenti, dalle cure mediche alla formazione professionale, dall’assistenza ai minori soli all’accoglienza dei senza fissa dimora nelle nostre strutture, dove tutti coloro che hanno bisogno trovano riparo e conforto.

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Sentenza

About us

Sentenza

Visto l’art. 129 c.1 c.p.p.
DICHIARA
Non doversi procedere nei confronti di Giancarlo Lati, Renato Beretta e Clemente Moriggi del reato loro ascritto, commesso sino al 19 Maggio 2011, perché estinto per prescrizione visto l’art. 129 c.2 c.p.p.
ASSOLVE
Gli imputati dal restante reato poichè il fatto non sussiste; visto l’art. 544 c.3 c.p.p.
Indica
In 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.
Il giudice

documento ufficiale

01/04/2021

Testimonianza di un gruppo di volontari.

Voglio condividere con tutti voi una piccola intervista che i volontari della fondazione Fratelli San Francesco hanno voluto farmi negli scorsi giorni. Con molta serenità ho voluto esprimere i miei pensieri e riflessioni.

Da anni seguiamo l’opera e la vita che fr. Clemente fa nei confronti degli ultimi ed emarginati della nostra città.

Da sempre segue i poveri giorno e notte. Alla sera spesse volte visita le varie comunità presenti in città, poi si reca in via Saponaro,40 (struttura totalmente dedicata ai senza fissa dimora). Dopo avere atteso il rientro dell’unità mobile notturna che porta in Saponaro i clochard trovati lungo la strada, torna in via Moscova, sede della fondazione. Stanco morto, formula una preghiera al buon Dio, e va al meritato riposo. Il suo obiettivo è sempre stato di obbedire ai poveri. Prima si occupa di loro e poi viene tutto il resto. L’obbedienza è sempre stata rivolta ai bisognosi; questa sua scelta a volte ha creato incomprensioni tra i suoi confratelli.

“Padre, perché questo accanimento nei suoi confronti da parte di alcuni frati?”

Non sto facendo altro che obbedire al desiderio di Francesco, che ha servito i poveri, cominciando dai lebbrosi nella piana di Assisi nei suoi primi anni di conversione. Quando incontrava i poveri lungo la via, donava il suo mantello a loro. Con i ladri di Monte Casale, ha attuato una integrazione, portando in convento i fratelli ladri. “Se assomigliare a Francesco vuoi dire disobbedire, allora io ho disobbedito, perché ho preferito non abbandonare i poveri, quando in modo non sereno e oggettivo, i superiori nel dicembre del 2015 mi hanno imposto di abbandonare la realtà del Centro Fratelli dì San Francesco per relegarmi in un conventino al mare senza mandare un frate che potesse sostituirmi adeguatamente” in coscienza non mi sono sentito di abbandonare circa 5.000 presenze giornaliere.In merito al processo Rossi – ordine francescani, durato 4 anni che ha visto implicati 3 frati, tra cui il sottoscritto, si è concluso il 17 maggio u.s. con la prescrizione per i fatti risalenti fino al 2011, e con l’assoluzione piena per il periodo successivo. A seguito di questo pronunciamento da parte del tribunale, mi venne recapitato il decreto di espulsione dall’ordine per una disobbedienza fatta nel dicembre 2015. Obbedienza che non ho potuto attuare perché non solo non mi hanno mandato nessuno a sostituirmi, ma volevano che io abbandonassi il centro in 10 giorni non tenendo presente tutta la quantità di servizi che il centro eroga:
1) L’assistenza ai poveri è aumentata negli ultimi anni, data la situazione sociale della nostra Italia: molti vengono presso di noi a cercare aiuto e desiderano risposte concrete e di speranza. I nostri volontari sono coinvolti nelle opere concrete a favore dei bisognosi:
– 150 volontari si alternano per l’Unità mobile: incontrano ca. 100
persone ogni sera
– 180 volontari per la Mensa: distribuisco oltre 1200 pasti tra pranzo e
cena
-120 medici volontari per l’Ambulatorio: oltre 25 specializzazioni
– 10 dentisti volontari per lo Studio odontoiatrico
– 15 volontari per il Segretariato sociale (sportello lavoro, legale,
previdenziale, assistente sociale): vengono ascoltate oltre 70 persone ogni giorno
2) Nelle case di accoglienza abbiamo ben 600 posti letto per i SFD o altre
fragilità umane
3) Abbiamo 6 comunità minori, che accolgono 100 minori stranieri non accompagnati
4) Scuola di Italiano: per 70 adulti in difficoltà, per 100 asilanti e per 100 minori, animata da 25 volontari
5) Assistiamo con i nostri custodi sociali oltre 1200 anziani nei quartieri
Con tutta questa serie di servizi, senza un’adeguata sostituzione sarebbe andato tutto in rovina.
Allora mi sono detto ricordando la prima lettera di San Pietro: “Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l’ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri..”.
Inoltre ricordando la Lettera di San Paolo ai Romani (Gap 9,1-3)” Dico la verità in Cristo, non mento – poiché la mia coscienza me lo conferma per mezzo dello Spirito Santo – ho una grande tristezza e una sofferenza continua nel mio cuore; perché io stesso vorrei essere anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli…”
Sono stato costretto a disattendere l’obbedienza pur di salvare i fratelli. A seguito del buon esito del processo si sono scatenati in un accanimento mediatico.
I frati avrebbero dovuto rifarsi alla lettera che San Francesco ha scritto a un ministro: “E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore ed ami me suo servo e tuo, se ti diporterai in questa maniera, e cioè: che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto è possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo perdono, se egli lo chiede; e se non chiedesse perdono, chiedi tu a lui se vuole essere perdonato. E se, in seguito, mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo più di me per questo: che tu possa attrarlo al Signore; ed abbi sempre misericordia per tali fratelli.”

Ma padre non ha avuto solidarietà da parte dei volontari e dei poveri?

Ho avuto tantissima solidarietà verbale e scritta da parte di tanti volontari e moltissimi poveri. Avrebbero valuto fare lettere o cortei in mio favore. Li ho sempre dissuasi memore del motto: In Silenzio Caritas. La carità salverà il mondo e salverà anche la mia persona da tuti gli attacchi.

Ma cosa la ha sostenuta in tutti questi anni di sofferenza?

Due cose mi hanno sempre fatto compagnia e mi hanno arricchito la vita: la preghiera e il servizio ai poveri. Quando mi trovo in mezzo ai poveri dimentico tutte le altre sofferenze.

“Dal punto di vista giuridico che passi ha compiuto?

Come figlio della chiesa sono ricorso al Santo Padre facendogli pervenire una supplica. Spero di ottenere una risposta positiva.
In fondo non ho fatto altro che obbedire ai poveri, tanto cari al Santo Padre. In allegato alcune delle numerose firme che sono state raccolte.